██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Circe
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwcgCirce (mwcwmwdaAFI: /ˈʧirʧe/cite-ref-2[2]; mwegin greco antico Κίρκη?, Kìrkē) è una PRIMA DI TRASFORMARLA IN MAGA LEGGERSI LE FONTI ACCADEMICHE E STUDIARLE! SONO BEN CITATE! figura della mwewmitologia greca e compare per la prima volta nellmwfa'mwfqmwfgOdissea (X, 210 e sgg.). È figlia del Titano mwfwElios e di mwgaPerseide, di conseguenza è sorella di mwgqPerse, mwggEete e mwgwPasifae.
Contents
• Mito
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Mito
Circe compare, come dea, per la prima volta nellmwhw'mwiaOdissea, quale abitante nell'isola favolosa di mwiqEea.
(greco antico)
«Αἰαίην δ' ἐς νῆσον ἀφικόμεθ'· ἔνθα δ' ἔναιε
Κίρκη ἐϋπλόκαμος, δεινὴ θεὸς αὐδήεσσα,»
(italiano)
«E arrivammo all'isola Eea: vi abitava
Circe dai riccioli belli, dea tremenda con voce umana»
(Odissea, X, 135-6; traduzione di G. Aurelio Privitera.)
Figlia di mwjaElio e della ninfa mwjqPerseide, i suoi fratelli sono mwjgEete (re della mwjwColchide e padre di mwkaMedea), mwkqPasifae (moglie di mwkgMinosse e madre di mwkwFedra, di mwlaArianna e del mwlqMinotauro) e mwlgPerse. Secondo un'altra tradizione è figlia del Giorno e della Notte. Stando invece a quanto riporta mwlwEuripide nella mwmamwmqMedea, quest'ultima viene descritta come figlia dei sovrani della Colchide, ossia Eete e Ecate. Essendo Eete figlio del Sole (e così si spiegherebbe l'etimologia del nome Eete, da ἕως [eos], aurora, sole), dunque Circe sarebbe sorella del re e zia di Medea (mortale).
La sua dimora è in un palazzo circondato da un bosco, abitato da festose bestie selvatichecite-ref-4[4] (Virgilio in mwpqmwpgÆneis, VII, 19-20, ci dice che queste bestie altro non sono che uomini così ridotti dai sortilegi della dea-maga: mwpwquos hominum ex facie dea saeva potentibus herbis induerat Circe in voltus ac terga ferarum) che ella aveva incantato con filtri maligni (τοὺς αὐτὴ κατέθελξεν, ἐπεὶ κακὰ φάρμακ᾽ ἔδωκεν, X, 213).
L'incontro con Odisseo
mwqgOdisseo, dopo aver visitato il paese dei mwqwLestrigoni, giunge all'isola di mwraEea. L'isola, coperta da fitta vegetazione, sembra disabitata e Odisseo invia in ricognizione parte del suo equipaggio, sotto la guida di mwrqEuriloco. In una vallata gli uomini scoprono che all'esterno di un mwrgpalazzo, dal quale risuona una voce melodiosa, vi sono animali selvatici. Tutti gli uomini, con l'eccezione di Euriloco, entrano nel palazzo e vengono bene accolti dalla padrona, che altro non è che Circe. Gli uomini vengono invitati a partecipare a un banchetto ma, non appena assaggiate le vivande, vengono trasformati in maiali, leoni, cani, a seconda del proprio carattere e della propria natura. Subito dopo, Circe li spinge verso le stalle e li rinchiude.
(greco antico)
«ἡ δ' αἶψ' ἐξελθοῦσα θύρας ὤϊξε φαεινὰς
καὶ κάλει· οἱ δ' ἅμα πάντες ἀϊδρείῃσιν ἕποντο
Εὐρύλοχος δ' ὑπέμεινεν· ὀΐσατο γὰρ δόλον εἶναι.
εἷσεν δ' εἰσαγαγοῦσα κατὰ κλισμούς τε θρόνους τε,
ἐν δέ σφιν τυρόν τε καὶbelι χλωρὸν
οἴνῳ Πραμνείῳ ἐκύκα· ἀνέμισγε δὲ σίτῳ
φάρμακα λύγρ', ἵνα πάγχυ λαθοίατο πατρίδος αἴης.
αὐτὰρ ἐπεὶ δῶκέν τε καὶ ἔκπιον, αὐτίκ' ἔπειτα
ῥάβδῳ πεπληγυῖα κατὰ συφεοῖσιν ἐέργνυ.
οἱ δὲ συῶν μὲν ἔχον κεφαλὰς φωνήν τε τρίχας τε
καὶ δέμας, αὐτὰρ νοῦς ἦν ἔμπεδος ὡς τὸ πάρος περ.
ὣς οἱ μὲν κλαίοντες ἐέρχατο· τοῖσι δὲ Κίρκη
πὰρ ἄκυλον βάλανόν τ' ἔβαλεν καρπόν τε κρανείης
ἔδμεναι, οἷα σύες χαμαιευνάδες αἰὲν ἔδουσιν.»
(italiano)
«E quella, subito uscì e aprì le porte splendenti
e li invitò: essi, stolti, tutti insieme la seguirono.
Euriloco invece rimase indietro: sospettò l’inganno.
Ella li condusse dentro, li fece sedere su sedie e seggi,
e per essi formaggio e farina e giallognolo miele
mescolò con vino di Pramno; e nell’impasto aggiunse
veleni funesti perché del tutto scordassero la patria terra.
Ma quando a loro lo diede ed essi bevvero, allora subito
li percosse con la sua verga e li rinchiuse nel porcile.
Ed essi di porci avevano e testa e voce e peli
e tutto il corpo, ma la mente era intatta, come prima.
Così quelli piangenti furono rinchiusi; e a loro Circe
buttò ghiande di leccio e di quercia e corniolo,
quali sempre mangiano i porci che dormono per terra.
(Od. X,230-243)
»
(Omero, Odissea: testo greco a fronte, a cura di Vincenzo Di Benedetto, Milano, Rizzoli, 2010, pp. 565-567.)
Euriloco torna velocemente alla nave e racconta a Odisseo l'accaduto. Odisseo decide di andare da Circe per tentare di salvare i compagni. Dirigendosi verso il palazzo, incontra il dio mwsqErmes, messaggero degli dèi, con le sembianze di un ragazzo cui spunta la prima barba, che gli svela il segreto per rimanere immune ai suoi incantesimi: se mischierà in ciò che Circe gli offre da bere un'erba magica chiamata mwsgmwswmoly, non subirà alcuna trasformazione; quando ella lo toccherà con la sua verga, egli dovrà gettarsi contro di lei come per trafiggerla con la spada.
Odisseo raggiunge Circe, la quale gli offre da bere (come aveva fatto con i suoi compagni), ma Odisseo, avendo avuto la precauzione di mescolare il mwuwmoly con la bevanda, non si trasforma in porco. Seguendo le indicazioni di Ermes, l'eroe sguaina la spada, al che ella riconosce la propria sconfitta e ridà forma umana ai compagni di Odisseo e anche a tutti gli altri tramutati in porci.
Dopo un anno, Odisseo, costretto a cedere ai desideri dei suoi compagni, che vogliono tornare a casa; chiede, dunque, a Circe la strada migliore per il ritorno, e la dea gli consiglia di visitare prima gli inferi e di consultare l'ombra dell'indovino mwvqTiresia. Al ritorno dagli inferi, Circe darà ad Odisseo numerosi suggerimenti su come superare al meglio le successive difficoltà lungo la strada per Itaca.
Secondo la tradizione, Circe ebbe un figlio da Odisseo, mwvwTelegono. Altri figli che sono loro attribuiti, a seconda delle fonti, sono Romos, Anzio, Ardea e mwwaLatino (quest'ultimo indicato anche come figlio di Odisseo e mwwqCalipso), oltre a una figlia, mwwgCassifone. Secondo la tradizione greca, i quattro figli di Odisseo e Circe fondarono le città latine di mwwwRoma, mwxaAnzio, mwxqArdea e mwxgAlba Longa.cite-ref-5[5]
Circe: dea o maga?
La figura di Circe appare per la prima volta nell'Odissea dove viene chiaramente e ripetutamente indicata come dea. Questa dea, figlia di mwzqElio, il dio Sole e della ninfa oceanina, mwzgPerseide, ha il potere di preparare dei potenti "pharmaka" con i quali trasforma a sua volontà gli uomini in animali. Tale trasformazione non fa perdere agli sventurati il proprio mwzwnous ("consapevolezza").
Il termine e la nozione greca di mwaqmágos era del tutto sconosciuto all'autore dellmwag'mwawOdissea in quanto introdotto secoli dopo da Erodoto per indicare i sacerdoti persiani.
Con il termine moderno di "mago" si indica comunemente un personaggio che esercita la magia, gli incantesimi, che prepara potenti "pozioni" magiche, un essere dotato di poteri soprannaturali. Tale termine entra in lingua italiana già prima del XIV secolo proveniente dal latino mwbqmagus, a sua volta dal greco antico mwbgmágos, a sua volta dall'alto persiano mwbwmaguš. Se l'etimologia è chiara e diretta, i significati nell'antichità erano molto diversi da quelli moderni.
«Nel caso della cultura greca e di quella romana, tuttavia, è proprio sul piano linguistico che si annida il rischio maggiore: data l'origine greco-romana del termine "magia" (
mageia
in greco,
magia
in latino), si potrebbe infatti essere portati ad attribuire, fosse anche inconsapevolmente, alle parole antiche un significato moderno, estraneo al loro orizzonte culturale.»
(Marcello Carastro)
«Il termine
mágos
, e i suoi derivati
magheía
,
maghikós
,
magheúein
, sono attestati in greco fin dall'epoca classica, e forse anche un poco prima. La loro origine è chiarissima: la parola proviene dall'universo religioso dei Persiani, in cui il
mágos
è un prete, o in ogni caso uno specialista della religione. È Erodoto a parlarcene per primo: i
mágoi
che formano una tribù o società segreta persiana, hanno la responsabilità dei sacrifici reali, dei riti funebri, della divinazione, e dell'interpretazione dei sogni. Senofonte li qualifica come "esperti" in "tutto ciò che concerne gli dèi".»
(Fritz Graf, La magia nel mondo antico. Bari, Laterza, 2009, p. 21)
È quindi mwcwErodoto che introduce il termine nella lingua greca adattandolo dall'alto persiano e lo fa per descrivere il sacrificio dei Persiani atto a rendere favorevole l'attraversamento dell'esercito di mwdaSerse del mwdqfiume Strimone. I mwdgmwdwmágoi immolano dei cavalli bianchi, ma Erodoto, descrivendo la bellezza, quindi l'esito positivo del sacrificio da parte dei sacerdoti persiani, utilizza un verbo che non appartiene alla tradizione cultuale greca, mweapharmakeuein (cfr. VII, 113). Tale termine nella lingua greca indica piuttosto delle preparazioni rituali che possono avere, come nel caso di medicinali o di veleni, degli effetti opposti. Erodoto ritiene che il rito persiano sia piuttosto una sorta di preparazione "potente", certamente con delle connotazioni negative, come parte della loro cultura religiosa è agli occhi del greco Erodoto. Allo stesso modo lo storico greco indica le intonazioni sacrificali dei Persiani che richiamando la propria mweqteogonia suonano all'orecchio di Erodoto non come una preghiera rituale quale si riscontra nella pratica cultuale del greco, ma come una "epode", un incantesimo.
Saranno proprio questi termini, mwewpharmaka ed mwfaepodai collegati da Erodoto ai mwfqmagoi a generare nella cultura greca quel malinteso che inventa la nozione di "magia" in Greciacite-ref-6[6].
Per questa ragione «nell'Odissea Circe non è una maga (e in termini greci, non potrà esserlo prima del V secolo a.C.)» ma solo «una dea terribile, che trasforma arbitrariamente gli uomini in animali»cite-ref-7[7].
Nella cultura successiva
A Circe è intitolato il mwiqcratere Circe su mwigTeticite-ref-8[8] e mwjw34 Circe, un grande mwkaasteroide nella mwkqfascia principale.
Circe è la protagonista di un romanzo mwkwomonimo del 2018, scritto da mwlaMadeline Miller.
Note
cite-note-11. Più precisamente è una divinità minore
cite-note-22. ↑ • mwng mwnwmwoaBruno Migliorini mwoqet al., mwogmwowScheda sul lemma "Circe"mwpg, in mwrgmwrwDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwsaISBNmwsq 978-88-397-1478-7.mwsw • mwtqmwtgLuciano Canepari, mwtwmwuaCirce, in mwuqmwugIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwuwISBNmwva 88-08-09344-1.
cite-note-33. ↑ Herbert Jennings Rose, p. 468; Franco Ferrari mwwqet alii, p. 626
cite-note-44. ↑ «La sua casa è circondata da bestie selvatiche che accolgono festevolmente i nuovi arrivati» AA.VV., mwxqDizionario di antichità classiche, edizione in 2 voll. e 1 vol. (traduzione in italiano dellmwxg'mwxwOxford Classical Dictionary, OCD2, ed. 1970). Cinisello Balsamo (Milano), San Paolo, 1995, p.468.
cite-note-55. ↑ mwywmwzamwzqDionysius of Halicarnassus, Antiquitates Romanae, Books I-XX, book 1, chapter 72, section 5, su mwzgwww.perseus.tufts.edu. mwzwURL consultato il 19 dicembre 2025.
cite-note-66. ↑ Carastro, p. 433
cite-note-77. ↑ Marcello Carastro. mw1wL'invenzione della magia in Grecia. In mw2aGrecia mito e religione vol.6 di mw2qL'antichità (Coordinatore del Comitato scientifico: mw2gUmberto Eco). Milano, Encyclomedia Publishers-CRS, 2011 pag. 434
cite-note-88. ↑ mw3g(mw3wmw4aEN) mw4qmw4gCirce, su mw4wGazetteer of Planetary Nomenclature. mw5aURL consultato l'8 gennaio 2016.
Bibliografia
• mw6aAnna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia greca e romana, Roma, Newton & Compton, 1996, p. 365, ISBN 88-8183-262-3.
• mw6gMadeline Miller,mw6w Circe , traduzione di mw7aMarinella Magrì, Sonzogno, 2018, ISBN 978-88-454-0034-6.
• mw7wMarilù Oliva,mw8a L'ODISSEA raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre, Solferino, 2020, ISBN 978-8828203612
Voci correlate
• mw9qCalco (mitologia)
• mw-qAls (mitologia)
• mw-wmw-aLa maga Circe, dramma giocoso per musica di mw-qPasquale Anfossi
• mw-wCirce (romanzo), romanzo di Madeline Miller
• mwaqeCassifone
• mwaqmTelegono
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni di o su Circe
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Circe
Collegamenti esterni
• citerefsapere-itCirce, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Circe, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Circe, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citereftheoi-project(EN) Circe, su Theoi Project.
• citerefenciclopedia-dantescaAntonio Martina, Circe, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.